Cisco e MIT insieme per un datacenter verde da 100 milioni di dollari

Cisco e Mit per un centro dati verde ad alta efficienza

Cisco Systems ha appena firmato una alleanza con il Massachusetts Institute of Technology (MIT), con l’istituto EMC e con l’università del Massachusetts per un nuovo centro dati “verde”. Il centro sorgerà nelle vicinanze di Holyoke (a meno di 20 Km da Springfield e circa 150 Km da Boston), dove una centrale idroelettrica fornisce energia pulita e a basso costo.

Il progetto appena presentato nella sua fase iniziale di 120 giorni di pianificazione spera di portare “rivoluzioni nelle tecnologie e nella ricerca”, oltre che nuovi posti di lavoro e un risanamento dell’economia locale, secondo quanto detto dal governatore Deval Patrick.

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MIT: il global warming sarà peggiore del previsto

global warming

Arriva dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) un monito non certo incoraggiante, relativo al futuro del nostro pianeta nel lungo periodo.

Lo stesso ente che nel 2003 predisse un aumento della temperatura terrestre di 4°C entro il 2100, ha rivisto ora quella che già era una stima tutt’altro che ottimistica, portandola a ben 9°C.

I risultati della ricerca, condotta sfruttando complessi modelli fisici e matematici dati in pasto ai supercalcolatori del MIT, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista mensile Journal of Climate.

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Ricaricare le batterie al litio in pochi secondi

nuovo materiale per batterie ioni litio

Il “problema” di dover ricaricare le batterie potrebbe di qui a un paio d’anni essere in gran parte superato. Alcuni ingegneri dei materiali del MIT (Massachussetts Institute of Technology) hanno infatti scoperto una scorciatoia che permetterebbe alle nostre, ampiamente diffuse, batterie agli ioni di litio di essere ricaricate in pochi secondi. La scoperta, riportata sul numero di marzo della rivista scientifica Nature, non comporta modifiche sostanziali alla struttura attuale delle batterie, rendendo plausibile l’idea di vedere tali batterie sul mercato tra pochi anni.

Una delle caratteristiche principali delle batterie agli ioni di litio attualmente in uso è la grande densità di energia: è possibile cioè immagazzinare al loro interno grosse quantità di energia. La contropartita è però che generalmente tali batterie non sono in grado di rilasciare tale energia in modo rapido; i processi di carica e scarica risultano perciò essere lenti. Un esempio che ci fa riflettere anche sull’impatto di questa scoperta, riportato da Gerbrand Ceder, uno degli autori della scoperta, è la macchina elettrica, la quale può viaggiare per lunghi tratti a velocità costante, ma non è possibile effettuare accelerazioni improvvise.

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Energia pulita dalla fusione nucleare: più vicina grazie al MIT

Esperimenti al MIT sulla fusione nucleare

Importanti scoperte al Massachussets Institute of Technology (MIT) potrebbero portare la ricerca un passo più vicino all’utilizzo della ormai mitica fusione nucleare per ricavare energia pulita. Recenti esperimenti svolti sul reattore Alcator C-Mod, il più grande costruito in un’università, hanno infatti permesso di mettere a punto un nuovo sistema per tenere il plasma ad altissime temperature, in modo da poter ricavare un maggiore quantitativo di energia.

La fusione nucleare è il fenomeno per il quale due atomi di elementi aventi massa atomica relativamente piccola si uniscono per dare origine ad un atomo di un elemento diverso. L’atomo risultante nella fusione risulta avere massa più piccola della somma dei due atomi originari; la differenza, secondo la famosa equazione di Einstein (energia uguale massa per il quadrato della velocità della luce) viene rilasciata sotto forma di energia. Per favorire la fusione tra due atomi però è necessario fornire un alto quantitativo di energia e portare i nuclei ad altissime temperature.

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CarTel: il sistema di navigazione intelligente

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È in fase di sperimentazione per le strade di Boston il progetto CarTel, una nuova prospettiva per la mobilità e la sicurezza stradale.

Il sistema CarTel è un nuovo sistema di elaborazione di dati, che a differenza dei dispositivi presenti oggi nelle nostre auto, basati su connessioni cellulari o via satellite, sfrutta le tecnologie WiFi e Bluetooth, combinandole a seconda delle necessità del segnale.

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