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Giuseppe Cutrone -
Mercoledì 1 Settembre 2010 alle 15:43

Un blitz di alcuni attivisti di Greenpeace per bloccare i lavori di perforazione della piattaforma petrolifera Stena Don, attiva al largo della Groenlandia.
Nonostante la presenza di diverse forze militari facenti capo alla Marina danese, quattro esperti climber di nazionalità statunitense, tedesca, polacca e finlandese sono riusciti a salire sulla piattaforma con l’intenzione di “piazzarvisi” per alcuni giorni.
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Cristiano Ghidotti -
Lunedì 21 Giugno 2010 alle 11:15

Una gigantesca balena gonfiabile di 15 metri è comparsa sulla celeberrima scalinata in Piazza di Spagna, a Roma, con uno striscione riportante il grido d’allarme “Le balene non sono in vendita”. È andata in scena così, nella capitale, la protesta di Greenpeace per portare l’opinione pubblica a conoscenza di quanto sta accadendo ad Agadir, in Marocco, dove prende oggi il via la 62esima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC), che deciderà le sorti di questi grandi cetacei in tutto il mondo.
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Guido Grassadonio -
Lunedì 14 Giugno 2010 alle 09:27

Mentre il governo italiano spinge sempre di più l’acceleratore sul fronte nucleare, dimostrando poca fiducia nei confronti delle fonti rinnovabili, Greenpeace pubblica un suo rapporto, chiamato Energy [R]Evolution, in cui mostra in che maniera sarebbe possibile arrivare entro il 2050 a produrre il 95% di energia dalle stesse.
Ovviamente, si tratta di un progetto che scavalca i meri confini italiani, ponendo il problema come questione globale. La proposta, piuttosto articolata e spiegata attraverso un dossier di ben 212 pagine, passa non solo attraverso una progressiva riduzione degli incentivi statali verso le fonti fossili e dello spegnimento graduale delle centrali nucleari, ma si sofferma anche sul problema della distribuzione energetica.
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Giuseppe Cutrone -
Giovedì 10 Giugno 2010 alle 11:38

L’Unione Europea dice stop alla pesca del tonno rosso con sette giorni d’anticipo sulla chiusura programmata della stagione. Il motivo è il forte rischio estinzione cui è vicina questa varietà di pesce presente nel Mar Mediterraneo.
La misura è stata presa per prevenire episodi di pesca illegale che potrebbero portare al superamento della quota prevista per questa stagione, soglia che rimane comunque molto vicina anche con la chiusura anticipata.
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Floriana Giambarresi -
Venerdì 28 Maggio 2010 alle 15:37

Greenpeace ha divulgato la 15esima Eco-guida ai prodotti elettronici, attraverso la quale va a stilare una classifica su quelle che sono le aziende più o meno “verdi”, vista l’emergenza ambientale provocata dallo smaltimento dei rifiuti elettronici e dall’impiego di sostanze chimiche pericolose.
La classifica di Greenpeace vede prime posizioni Nokia, Sony Ericsson, Philips e Motorola.
Nokia si porta avanti di 0,2 punti rispetto a quanto ottenuto nell’edizione precedente e mantiene la prima posizione con 7,5 punti su 10. I risultati migliori derivano dalla rimozione dei composti a base di bromo, clorurati e triossido di antimonio dai nuovi prodotti.
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Carlo Lavalle -
Mercoledì 26 Maggio 2010 alle 11:55

Feltrinelli ha deciso che stamperà soltanto su carta sostenibile.
La notizia è stata diffusa da un comunicato di Greenpeace che recentemente dal Salone Internazionale
del libro di Torino ha lanciato la classifica “Salvaforeste” per evidenziare il problema della difesa del patrimonio forestale indonesiano dal business della cellulosa.
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Cristiano Ghidotti -
Mercoledì 19 Maggio 2010 alle 11:56

Dopo le notizie almeno parzialmente positive giunte nei giorni scorsi, eccone altre decisamente meno incoraggianti, in merito a quella che pare essere l’inarrestabile corsa del petrolio fuoriuscito nel Golfo del Messico in seguito all’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. La marea nera si starebbe dirigendo verso le coste della Florida, puntando dritta alle acque dell’oceano Atlantico.
Circa 2.000 barili al giorno (18.000 litri, il 40% della fuoriuscita totale stimata) vengono recuperati attraverso un sistema messo a punto nei giorni scorsi, ma non è sufficiente. Secondo quanto riportato sulle pagine di Reuters, quello che vede coinvolto il pozzo gestito da British Petroleum potrebbe essere in futuro ricordato come il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, con un impatto addirittura maggiore di quello causato dalla petroliera Exxon Valdez nel 1989, in Alaska.
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Giuseppe Cutrone -
Venerdì 14 Maggio 2010 alle 10:41

La cultura, e di riflesso il libro, è progresso, è benessere, è vita. Niente di più corretto, ma al tempo stesso non va sottovalutato l’impatto ambientale che la produzione dei nostri amati libri può avere su alcuni ecosistemi tra i più importanti e preziosi al mondo.
A ricordarcelo è Greenpeace che, direttamente dagli stand del Salone Internazionale del Libro di Torino, ha lanciato la classifica “Salvaforeste“, realizzata per fotografare la situazione editoriale italiana e il suo impatto su una ricchezza naturale quale la foresta di Sumatra, habitat degli ultimi oranghi indonesiani.
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Giuseppe Cutrone -
Mercoledì 12 Maggio 2010 alle 10:15

Sta iniziando a portare i primi frutti il lavoro di Greenpeace a favore della sostenibilità della produzione del tonno in scatola in Italia. Un lavoro impegnativo che è stato riassunto nella compilazione della classifica “Rompiscatole”.
Oggi quindi si vedono i primi risultati, precisamente a quattro mesi dal lancio di questa particolare classifica che si pone l’obiettivo di “mettere in fila” le aziende secondo l’impegno mostrato una aumentata sensibilità alla questione della sostenibilità ambientale derivante dalle attività di pesca.
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Carlo Lavalle -
Giovedì 6 Maggio 2010 alle 10:01

Una requisitoria contro l’oro nero e le lobby petrolifere la cui azione rischia di pregiudicare le attese riposte nella rivoluzione verde promessa da Barack Obama.
Il documento “Orizzonte nero”, diffuso da Greenpeace dopo la catastrofe ambientale dovuta all’esplosione e all’affondamento della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, va giù duro senza fare sconti nemmeno al presidente degli Stati Uniti, colpevole di aver abolito la moratoria alle estrazioni petrolifere off-shore.
Le accuse principali però sono rivolte alla BP che con una operazione di “greenwashing” ha cambiato denominazione diventando Beyond Petroleum al posto dell’originario British Petroleum.
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