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Francesco de Augustinis -
Martedì 9 Febbraio 2010 alle 08:40

Temperature più calde su tutto l’emisfero, maggiori percentuali di CO2, e un dilatarsi delle stagioni propizie, sono tre fattori che aumentano la rapidità di crescita di moltissime specie di alberi. Queste circostanze hanno spinto recentemente gli studiosi dello Smithsonian Environmental Research Centre a sostenere l’audace ipotesi che il cambiamento climatico possa accelerare la crescita degli alberi.
La ricerca frena subito gli entusiasmi, sottolineando i due “ma” del fenomeno. Il primo, che non tutti gli alberi traggono beneficio dalla maggiore presenza di anidride carbonica nell’aria. Il secondo, che questo processo comunque non ha la dimensione e la forza tali da invertire o arrestare in qualche modo il trend del global warming.
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Cristiano Ghidotti -
Lunedì 1 Febbraio 2010 alle 09:25

Che abbiano ragione coloro i quali urlano a gran voce un ingiustificato allarmismo nei confronti della responsabilità dell’uomo nel processo di riscaldamento globale della Terra?
Ovviamente, i cicli produttivi e l’inquinamento generato dalla popolazione mondiale hanno giocato un ruolo importante, contribuendo in modo significativo ai recenti cambiamenti climatici che hanno interessato il nostro pianeta, ma secondo uno studio condotto dal team guidato da Susan Solomon (presso la US National Oceanic and Atmospheric Administration) e pubblicato oggi dall’autorevole rivista scientifica Science, le attuali stime in merito sarebbero da rivedere.
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Carlo Lavalle -
Venerdì 22 Gennaio 2010 alle 11:24

Il decennio 2000-2009 è stato il più caldo che la storia ricordi, almeno da quando le temperature hanno cominciato ad essere registrate. Inoltre, il 2009 è stato l’anno più caldo dal 1880 nell’emisfero sud e il secondo in assoluto dopo il 2005.
A sostenerlo sono gli scienziati del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della Nasa, la cui sede si trova a New York presso la Columbia University.
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Carlo Lavalle -
Mercoledì 25 Novembre 2009 alle 09:51

Dai server dell’Università di East Anglia la scorsa settimana sono state sottratte illegalmente circa 1.000 email e 3.000 file appartenenti alla Climatic Research Unit, importante centro di ricerca internazionale sui cambiamenti climatici che collabora con l’IPCC.
Dov’è finito tutto questo materiale hackerato? In rete, pubblicato sui siti dei negazionisti del clima. Insomma, si tratterebbe di un’operazione di contro-informazione tesa a smascherare il complotto ordito dai fautori della tesi dell’origine umana del riscaldamento globale.
Di più, in questione, secondo i “climate change skeptics”, sarebbe la stessa conferma del global warming perché anche le informazioni sul rialzo delle temperature sarebbero state palesemente contraffatte dagli scienziati anti-emissioni. L’attività di migliaia di ricercatori di diversa estrazione e provenienza sarebbe liquidata come un cumulo di bugie.
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Andrea Marzilli -
Giovedì 15 Ottobre 2009 alle 14:09

Un nuovo studio realizzato dal famoso istituto di ricerca inglese britannico Met Office Hadley Centre ha rilevato come le temperature globali possano crescere di ben 4 gradi centigradi per la metà del 2050, se le tendenze attuali nelle emissioni di gas a effetto serra continueranno a questo ritmo.
Lo studio ha fatto eco ad un rapporto delle Nazioni Unite, che ha rilevato come i cambiamenti nel clima stiano superando gli scenari delle peggiori previsioni nel 2007 fatte dal gruppo intergovernativo dell’ONU che si occupa di queste ricerche (IPCC).
I nostri risultati mostrano un andamento simile (allo studio dell’IPCC), ma prevedono anche la possibilità che i cambiamenti possano diventare ben più estremi
ha detto Debbie Hemming, co-autrice della ricerca pubblicata in occasione di una conferenza sui cambiamenti climatici all’Università di Oxford.
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Francesco de Augustinis -
Giovedì 2 Luglio 2009 alle 14:24

In vista del prossimo G8, in programma dall’8 al 10 luglio a L’Aquila, il WWF, in collaborazione con la società assicuratrice Allianz, ha presentato una classifica degli otto paesi che prenderanno parte al summit, per valutarne l’attuale impegno nella lotta ai cambiamenti climatici.
Nel rapporto “G8 climate scorecards” dell’Ong ambientalista, è al vertice della classifica la Germania, l’unica tra i membri ad aver sensibilmente aumentato la sua quota di energie prodotte da combustibili rinnovabili. Seguono l’Inghilterra, che ha messo in campo molti e innovativi settori per l’efficienza energetica anche se in fase di attuazione, e la Francia, che deve però il suo virtuosismo alla forte componente energetica prodotta dal nucleare.
Quarta è l’Italia. Mai stata tra le economie più inquinanti al mondo, non è però considerata particolarmente virtuosa, proprio per le sue politiche energetiche, che sembrano orientarsi più verso nuove centrali a carbone e verso il nucleare, fonte non rinnovabile.
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Cristiano Ghidotti -
Giovedì 21 Maggio 2009 alle 14:14

Arriva dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) un monito non certo incoraggiante, relativo al futuro del nostro pianeta nel lungo periodo.
Lo stesso ente che nel 2003 predisse un aumento della temperatura terrestre di 4°C entro il 2100, ha rivisto ora quella che già era una stima tutt’altro che ottimistica, portandola a ben 9°C.
I risultati della ricerca, condotta sfruttando complessi modelli fisici e matematici dati in pasto ai supercalcolatori del MIT, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista mensile Journal of Climate.
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