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Guido Grassadonio -
Lunedì 14 Giugno 2010 alle 09:27

Mentre il governo italiano spinge sempre di più l’acceleratore sul fronte nucleare, dimostrando poca fiducia nei confronti delle fonti rinnovabili, Greenpeace pubblica un suo rapporto, chiamato Energy [R]Evolution, in cui mostra in che maniera sarebbe possibile arrivare entro il 2050 a produrre il 95% di energia dalle stesse.
Ovviamente, si tratta di un progetto che scavalca i meri confini italiani, ponendo il problema come questione globale. La proposta, piuttosto articolata e spiegata attraverso un dossier di ben 212 pagine, passa non solo attraverso una progressiva riduzione degli incentivi statali verso le fonti fossili e dello spegnimento graduale delle centrali nucleari, ma si sofferma anche sul problema della distribuzione energetica.
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Matteo Campofiorito -
Venerdì 5 Marzo 2010 alle 12:07

Il nucleare salverà il mondo dalla dipendenza dal petrolio. Questo in sintesi il pensiero di Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace nel 1971 e a quel tempo fiero oppositore dell’atomo come fonte di energia. Di tempo ne è passato e Moore non solo è uscito dall’associazione ambientalista ma ne è diventato un fiero oppositore, criticando l’ostruzionismo di Greepeace, e più in generale dei movimenti ambientalisti, contro l’impiego delle centrali nucleari.
A detta di Moore è inutile pensare di rivolgersi a fonti alternative, l’unico modo per eliminare la dipendenza dal petrolio è adottare su vasta scala le centrali nucleari per la generazione di energia.
Le centrali nucleari di nuova generazione, secondo l’ex fondatore di Greepeace, non comportano alcun rischio per la salute dell’uomo grazie ai ferrei controlli che vengono fatti. Inoltre, anche il problema dello smaltimento delle scorie nucleari è un “finto problema”.
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Guido Grassadonio -
Martedì 19 Gennaio 2010 alle 09:15

Cresce quasi esponenzialmente il peso delle fonti rinnovabili nel complesso della produzione di energia elettrica nel nostro paese. Nell’anno appena trascorso, da esse abbiamo tratto il 20% del nostro consumo lordo: una percentuale che inizia a farsi davvero considerevole.
Mentre il governo sembra ormai non voler prescindere dal ritorno al nucleare, anche in Italia s’impone, dunque, nella pratica concreta, l’utilizzo di impianti fotovoltaici ed eolici, affiancati ai più tradizionali idroelettrici e a biomasse.
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Cristiano Ghidotti -
Lunedì 23 Novembre 2009 alle 09:26

Al contrario di qualche decennio fa, quando la parola “robot” veniva quasi esclusivamente associata ai fantascientifici universo creati da film e romanzi, oggi l’automazione è entrata in modo massiccio nelle vite di tutti.
Attualmente risulta pressoché impossibile imbattersi in un prodotto tecnologico nel cui processo produttivo non abbiano giocato un ruolo importante sistemi automatizzati, robot appunto, ma in futuro il loro impiego potrebbe essere esteso, oltre che all’ambito industriale, anche a quello che riguarda la tutela dell’ambiente.
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Gianluca Rini -
Martedì 1 Settembre 2009 alle 11:10

Una ricerca, predisposta dall’Ente di certificazione indipendente del mercato Icim e realizzata da Insintesi 6DVision e Doxa su un campione di cittadini italiani, mette in luce quanto ne sappiamo di energie rinnovabili e quanto siamo pronti ad accettare la sfida della produzione da fonti alternative per la nostra vita quotidiana.
Con molto stupore, considerando che da anni le fonti di informazioni principali continuano a parlare di queste fonti di energia, gli intervistati ne sanno davvero poco sull’argomento.
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Carlo Lavalle -
Lunedì 20 Luglio 2009 alle 09:28

La Gran Bretagna produrrà il 40% dell’elettricità da tecnologia a bassa emissione di carbonio.
Questo obbiettivo è stato stabilito nell’ambito dell’impegnativo e ambizioso “UK Low Carbon Transition Plan” presentato dal governo inglese per programmare la riduzione del 34% delle emissioni di gas serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990.
L’energia elettrica diventerà più verde perché ricavata da fonti rinnovabili, solare ed eolico, nucleare e “clean coal” (carbone pulito).
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Carlo Lavalle -
Martedì 14 Aprile 2009 alle 10:25

Durante “I giorni delle rinnovabili” (17-18-19 aprile), iniziativa promossa da Ises Italia, giunta alla sua IX edizione, gli impianti delle aziende e dei soggetti che utilizzano tecnologia rinnovabile saranno aperti al pubblico.
Si potrà avere un contatto diretto con la realtà delle fonti rinnovabili e conoscere da vicino gli operatori del settore che forniranno materiale informativo sulla loro attività e ne illustreranno ai visitatori le caratteristiche.
È un’opportunità per instaurare un rapporto diretto e di approfondimento utile sia al privato cittadino che alle imprese per la loro promozione tecnica e commerciale.
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Carlo Lavalle -
Lunedì 23 Marzo 2009 alle 09:54

Energymed, mostra convegno sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica organizzata dall’Anea (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente) e giunta alla sua terza edizione, si terrà a Napoli dal 26 al 28 marzo.
Nel corso della manifestazione, aperta al pubblico con ingresso libero, gli espositori, circa 200 aziende, potranno presentare la loro attività in uno spazio di oltre 10.000 metri quadrati davanti alle migliaia di visitatori attesi.
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Francesco de Augustinis -
Mercoledì 3 Dicembre 2008 alle 14:47

Quando Obama è stato eletto presidente degli Stati Uniti, abbiamo apprezzato il fatto che finalmente si potesse prevedere una svolta davvero verde in politica ed economia americane. Allora ci si basava solo sulle parole elettorali del neo presidente, per capire e valutare il suo modo di rapportarsi alla questione climatica.
Anche oggi parliamo solo di parole, e così sarà sempre fino al 20 gennaio prossimo, quando Obama diventerà presidente a tutti gli effetti e potremo valutarne i fatti. Nel frattempo però, dalla propaganda elettorale, iniziano a spuntare misure strategiche concrete con cui la nuova amministrazione dichiara di voler affrontare la crisi.
Nei giorni scorsi infatti il nuovo presidente ha comunicato alle radio americane quali saranno le linee guida del suo Economic Recovery Plan, lo speciale piano nazionale che per forza di cose l’America dovrà adottare per fronteggiare la crisi economica che l’ha colpita.
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Carlo Lavalle -
Lunedì 3 Novembre 2008 alle 14:59

Si apre con una citazione di John Fitzgerald Kennedy il rapporto Energy Revolution 2008 di Greenpeace, metà documento d’analisi, metà opuscolo politico.
Parole, quelle dello statista americano, che costituiscono un chiaro monito e un incitamento all’azione. Nel farle proprie l’associazione ambientalista chiama i governi e le istituzioni ad assumersi la responsabilità d’intraprendere la via del rinnovamento perché:
il futuro delle fonti rinnovabili dipenderà fortemente dalle decisioni politiche sia a livello di singoli Paesi, che della comunità internazionale
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