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Demetrio Porcino -
Lunedì 1 Giugno 2009 alle 09:41

Il centro di analisi Center for Neighborhood Technology (CNT) di Chicago ha rilasciato un interessante studio sul grado di inquinamento per trasporti prodotto dalle zone centrali delle città americane in confronto ai sobborghi. L’elemento innovativo dello studio è il confronto dei dati non su basi assolute, come spesso fatto in passato, ma rapportato al numero di abitazioni per area. Lo studio è stato fatto monitorando con attenzione i trasporti in 55 aree metropolitane negli Stati Uniti e misurando le emissioni di anidride carbonica derivante dai veicoli.
Da questa analisi si evince che l’inquinamento per trasporti è maggiormente causato (su base relativa cioè per abitazione) dai sobborghi che non dalle aree attorno al centro. Le emissioni delle persone che vivono in città e vicinati ristretti possono essere quasi del 70% inferiori a quelle delle persone che vivono nei sobborghi, come si evince benissimo dalla mappa di inquinamento relativo per abitazione prodotta dalla CNT per l’area metropolitana di Philadelphia.
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Cristiano Ghidotti -
Giovedì 28 Maggio 2009 alle 11:48

Mercedes entra nel mercato delle auto ibride e non lo fa in punta di piedi, bensì presentando una nuova versione dell’ammiraglia Classe S.
La S 400 Hybrid, esteticamente piuttosto simile alla sua controparte alimentata in modo tradizionale, nasconde sotto al cofano una batteria agli ioni di litio, dal peso ridotto e dalle prestazioni superiori rispetto alla versione nichel-metallo idruro.
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Demetrio Porcino -
Venerdì 22 Maggio 2009 alle 09:17

I reali vantaggi per l’ambiente dati dalle auto elettriche sono stati, sorprendentemente, messi in dubbio da uno studio del ramo tedesco del WWF (World Wildlife Foundation) condotto assieme all’istituto tedesco IZES per i sistemi energetici del futuro.
Ad oggi, la Germania ha circa 41 milioni di vetture e l’obiettivo ambizioso di 1 milione di macchine elettriche o ibride su strada entro il 2020. Ma l’introduzione di queste vetture secondo il WWF servirà a diminuire la produzione di gas serra solo in maniera molto marginale. Lo studio, prodotto a marzo ma ancora disponibile solo in tedesco, è sorprendente da una associazione ambientalista tanto autorevole.
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Francesco de Augustinis -
Venerdì 10 Ottobre 2008 alle 15:06

Parlando della Camelina abbiamo sfiorato il complesso problema dei biocarburanti, sempre più al centro di accesi dibattiti e controversie. Una rassegna dei principali problemi relativi a questa tecnologia, per alcuni verde, per altri niente affatto, può essere utile a capire per quale motivo la ricerca si è indirizzata oggi allo sviluppo di biocombustibili di seconda generazione.
I tradizionali biocombustibili si ottengono dalla fermentazione ottenuta dai prodotti come appunto la canna da zucchero, o il seme dell’economica palma da olio, o il grano.
Il primo problema che si intuisce in una produzione con simili materie prime è la competizione tra il mercato energetico e quello alimentare, che potrebbe avere su scala globale prospettive inquietanti, con l’ulteriore aumentare dei prezzi delle fonti fossili, e già oggi contribuisce all’aggravio della situazione di molti paesi colpiti da crisi alimentari.
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Francesco de Augustinis -
Venerdì 10 Ottobre 2008 alle 08:31

350.org è un nuovo social network verde. La spiegazione del suo nome spiega anche le sue principali finalità. 350 ppm (parti per milione), secondo uno scienziato della Nasa, indica la densità massima di CO2 sostenibile per il nostro pianeta.
Oltre questa soglia, sostiene lo studio (accreditato anche da Al Gore nel suo film “Una scomoda verità“) avanza il cambiamento climatico a causa dell’effetto serra. Ma la cifra globale all’inizio di quest’anno era già 383, in rapida ascesa, proporzionalmente all’inesorabile aumento delle emissioni globali.
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