Diventa ecologico il pellegrinaggio alla Mecca

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Il pellegrinaggio alla Mecca o Hajj, il quinto pilastro dell’Islam, oltre che una testimonianza di fede, dovrà rappresentare un’esperienza in cui i fedeli dimostrino più rispetto dell’ambiente. È il Gran Muftì dell’Egitto, lo sceicco Ali Gomàa, a parlare in favore della svolta ecologica.

La proposta s’ispira al piano d’azione pluriennale contro i cambiamenti climatici, The Muslim Seven Year Action Plan (M7YAP), elaborato dall’associazione Earth-Mate Dialogue Centre e discusso in uno storico incontro tenutosi la scorsa estate (5-7 luglio 2009) a Istanbul.

Un’importante riunione, culminata nella Dichiarazione di Istanbul e nella creazione di MACCA (Muslim Association for Climate Change Action), che ha visto la partecipazione di circa 200 tra ministri, membri della società civile, esponenti dell’associazionismo e personalità di spicco del mondo islamico.

Tra i punti qualificanti del programma approvato, sostenuto dall’UNDP e dall’ARC (the Alliance of Religions and Conservation), troviamo lo sviluppo di modelli di città e moschee green, la costituzione di standard di certificazione islamica per beni e servizi eco-friendly e la creazione di una guida per best practice ecologiche valide per la finanza musulmana.

Lo scopo principale rimane la sensibilizzazione e la mobilitazione di una comunità composta da quasi 1 miliardo e mezzo di persone chiamate ad un impegno, sia sul piano educativo sia attraverso gesti concreti, per la sostenibilità del pianeta.

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