Il nucleare è pulito e sicuro, parola del cofondatore di Greenpeace. È davvero così?
di Matteo Campofiorito - Venerdì 5 Marzo 2010 alle 12:07
Il nucleare salverà il mondo dalla dipendenza dal petrolio. Questo in sintesi il pensiero di Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace nel 1971 e a quel tempo fiero oppositore dell’atomo come fonte di energia. Di tempo ne è passato e Moore non solo è uscito dall’associazione ambientalista ma ne è diventato un fiero oppositore, criticando l’ostruzionismo di Greepeace, e più in generale dei movimenti ambientalisti, contro l’impiego delle centrali nucleari.
A detta di Moore è inutile pensare di rivolgersi a fonti alternative, l’unico modo per eliminare la dipendenza dal petrolio è adottare su vasta scala le centrali nucleari per la generazione di energia.
Le centrali nucleari di nuova generazione, secondo l’ex fondatore di Greepeace, non comportano alcun rischio per la salute dell’uomo grazie ai ferrei controlli che vengono fatti. Inoltre, anche il problema dello smaltimento delle scorie nucleari è un “finto problema”.
Secondo le dichiarazioni rese alla stampa, Moore afferma che in futuro:
il problema delle scorie, già oggi di portata ridotta, non esisterà più, perché le scorie di oggi potranno essere riutilizzate praticamente all’infinito nelle centrali di prossima generazione.
Il movimento “pro-nucleare” sembra contare nuovi sostenitori ogni giorno che passa, si leggono sempre più spesso dichiarazioni a favore dell’atomo, non ultima quella di Obama, come soluzione definitiva ai problemi energetici del pianeta. Sta di fatto che i tempi di costruzione di una centrale nucleare sono lunghi, i costi estremamente elevati e lo smaltimento delle scorie un problema ancora non pienamente risolto.
Voi cosa pensate? Il nucleare è davvero l’unica soluzione per risolvere la dipendenza dal petrolio o i governi dovrebbero puntare alle rinnovabili con più decisione?
Tags: Fonti rinnovabili, greenpeace, nucleare

Forse sono sempre di più gli opinionisti pagati dalle lobby dell’atomo.
di Agente Mangiariano - 05 Marzo 2010 - 15:21
Ah, si?con le scorie come la mettiamo?
Quel signore lo sa che sistono scorie che emettono radiazioni con periodo di decadimento di qualche decina di migliaia di anni?
Sicuro?Davvero?
di Ratamusa - 08 Marzo 2010 - 09:32
Tale affermazione mi sembra troppo qualunquistica e, credo, gratuita. Non faccio parte di alcuna lobby dell’atomo tuttavia ritengo che il problema energetico debba essere affrontato con maggior riflessione.
Intanto, a fianco di mirabolanti invenzioni annunciate ogni giorno nel settore “alternativo”, vedo scarso se non nullo impegno nella grande “centrale virtuale” che produrebbe senza alcun costo ed inquinamento quantità enormi di energia: vale a dire, il risparmio energetico. In barba a tutte le soluzioni che fioccano ogni giorno, il consumo pro capite di energia è in aumento continuo in tutto il mondo (sviluppato e non)e non appaiono ancora fonti alternative, che pure hanno un ruolo, anche pallidamente in grado di fronteggiare una domanda che sembra inarrestabile. Per far fuori la lobby dell’atomo,se questo è l’obbiettivo, dovremmo cominciare in Italia a non acquistare energia nucleare proveniente dai Paesi confinanti: è un’ipocrisia, per non dire una furbata, tutta italiana.
di Enzo R. - 08 Marzo 2010 - 09:36
per Enzo R.
Finalmente una persona che la pensa come me! Per ora, con le tecnologie attuali e anche future, almeno a medio termine, non si vedono altre soluzioni che non siano quelle dell’atomo. Devo dire che non mi fa fanno paura le centrali in sé, mi fanno paura le centrali italiane: anche se costruite con tutti i crismi della sicurezza,temo che i controlli della manutenzione funzioneranno come tutto il resto nel nostro beneamato paese e cioè non funzioneranno per niente! Forse sono un pessimista? Forse…
di Karl - 08 Marzo 2010 - 11:10
Io mi limito a ricordare alcune cose:
Il periodo di decadimento di alcune sostanze radioattive.
La giovinezza geologica dell’Italia.
L’incoscienza dei decisori (italiani) intenti solo a favorire i profitti propri e quelli degli amici, noncheè l’azianità del ministro o dei ministri competenti ch e si sono formati, culturalmente, all’epoca della guerra fredda (più o meno) in cui c’èra solo l’atomo e le armi nucleari che stanno cercando di smaltire ancora adesso come combustibile per le centrali.
A tale proposito, voglio ricordare, pure che i nostri ministri e i loro consiglieri, della lobby atomica (Ansaldo Nucleare & Co.) Non si sono nemmeno accertati quanti erano gli utenti di quel tipo di centrale nucleare adottata….La risposta è 3: L’italia, la Francia (lorigine di quel tipo di costruzione) e la Finlandia che per altro s’è già pentita di avere fatto quella scelta. Ma non può fare null’altro che onorare i suoi contratti, pena (immagino) il disastro (multe colossali, beghe legali o cose del genere, suppongo).Le centrale francesi, quelle in progetto, credo siano sotto blocco per motivi di sicurezza (non so di che tipo, ma pare che abbiano bloccato e / o rimandato la costruzione).
Rimane l’Italia. Nota nel pianeta per l’insipienza, l’ignoranza e l’accanimento con cui la sua maggioranza (qualunque….) si batte contro la ricerca alternativa al suo potere politic, economico e sociale (attualmente, ricordo, hNanno stimato che 2/3 degli italiani non sa qual’è il significato reale di cosa guarda, sente, legge o scrive).
Per quanto riguarda l’alternativa….Se se ne scoraggia l’uso, lo studio,il miglioramento ad esclusivo favore del nucleare affinchè l’Ansaldo, l’Enel e gli altri componenti della lobby contnuino a fare soldi e profitti a scapito di qualunque altra cosa, utenti compresi.
Priam di chiudere ricordo due cose, ritengo, abbastanza sgradevoli.
Le industrie italiane, non sono mai state impiegate nella costrusizione di cose importanti (e generatrici di profitti) negli impianti nucleari costruiti all’estero (checchè si dica agli italiani che non possono controllare quanto viene loro detto)e che la loro gestione costa molto di più dei ricavi che si possono ottenere.
In altri termini, la convenienza di una centrale nucleare termina quando si preme il suo bottone dell’accensione. I profitti sono stati fatti tutti. Quando parte la centrale, ciò che i gestori ricavano è tutro un di più. Le spese, tutte le spese, sono caricate sullo stato o sugli utenti. Ai gestori e ai costruttori le spese,de facto, arrivano solo i profitti.
Mi fermo qui ricordando che qualunque fonte energetica diventa una valida alternativa rispetto ad un’altra solo se non si bara.
Le alternative vanno messe sullo stesso piano giudicate e analizzate alla pari e non come si fa in Italia (tqnto per fare un esempio) dove, per favorire gli amici o la lobby elettrice si fa il contrario disinformando o nascondendo dati (senza insinuare nulla, naturalemente…).
di Ratamusa - 08 Marzo 2010 - 11:25
@Ratamusa
Mi hai anticipato per 4 minuti: il mio commento non era diretto a te, tuttavia osservo che l’argomento è difficile e, soprattutto, molto articolato il tuo discorso, per cui non sono facili le risposte in questo spazio.
1. Il mio atteggiamento è asettico, quindi non faccio guerre di religione per questa o quella fazione: mi limito a dire che l’energia non è tema ideologico ed è regolato da ferree leggi fisiche;
2.Le scorie sono un problema, malargamente inferiore a 30 anni fa e con concrete prospettive di soluzione mediante riciclaggio energetico;
3. L’Ansaldo era ed è una azienda di Stato: può darsi che vi fossero lobby di ogni genere,ma non me ne sono mai accorto. Se le lobby erano politiche mi sembra che con un referendum molto ambiguo si sono dati la zappa sui piedi;
4. L’Ansaldo lavorava su licenza General Electric, che aveva larga esperienza in materia, e Ansaldo stessa disponeva di ottimi tecnici molto stimati anche all’estero dove parteciparono alla costruzione di varie centrali nucleari;
5. L’Ansaldo è stata la prima azienda, non solo italiana, ad occuparsi di energia solare, sia termica (caldaia solare di S. Ilario, presso Genova, brevetto Prof. Francia, centrale di Adrano - Catania) sia elettrica(studi, ricerche e produzione di celle al silicio dal 1970);
6. Anche nel campo delle pile a combustibile gli studi e le realizzazioni Ansaldo furono tra i primi in Europa;
7. La Francia continua intensamente studi e ricerche con collaborazioni anche italiane, sebbene il referendum citato abbia disperso in Italia competenze tecnologiche di grande rilievo
8. Quanto ai politici, troppe volte abbiamo richiamato miopie e ignoranza per ritornarvi sopra. Vorrei solo precisare che basterebbe che i politici s’intendessero di politica che è disciplina che regola la gestione della cosa pubblica per il bene pubblico: se sapessero fare questo, si circonderebbero anche di seri specialisti dei vari rami per analizzare e risolvere correttamente i problemi;
9. Detto questo, affermo che è opportuno e doveroso investire in produzione di energia da fonti rinnovabili, nella consapevolezza piena del problema, vale a dire sapendo valutare di quanta energia abbiamo bisogno. Allo stato attuale, senza un minimo di politica vera e strutturata sul risparmio energetico e conti alla mano, in prospettiva non si vede altra soluzione che il nucleare. Peraltro, senza anticipare conclusioni preconcette,osservo che la tecnologia si sta sviluppando non solo per i telefonini et similia: il nucleare non è quello di 40 anni fa.
di Enzo R. - 08 Marzo 2010 - 16:17
Solo alcune precisazioni su alcuni punti.
3.- Una volta c’era Rubbia da quelle parti. Era senza protezioni politiche e appena ha cominciato a proporre qualcosa di alternativo al nucleare, la dirigenza, per conto dei loro referenti politici genovesi e romani, l’hanno cacciato a calci in posti innominabili (se mi consenti questo modo di esprimermi). Lui se n’è andato dall’Italia e,appena varcato le alpi s’è trovato la coda di richieste della sua presenza in giro per l’Europa. Persino tenendo conto che professionalmente ha e aveva, talvolta, idee tutte sue. Ma erano quelle sbagliate, per dirigenza nostrana. Quando si sono resi conto dell’errore che avevano fatto a cacciarlo in malo modo cos’hanno detto? Che era colpa sua (sottintendendo che non aveva accettato di soddisfare questa o quella richiesta politica)…….
4.- Di questo particolare non so nulla, non mi pronuncio e non insisto più di tanto.Mi limito a ricordare che i proprietari delle licenze, non hanno mai avuto molta fiducia dei licenziatari italiani. Il motivo, però, potrei spiegarlo solo usando espressioni non adatte a questa sede. Per cui….Lasciamo perdere….
5.-…..E gli è stato gentilmente (”….o la smetti o ti tagliamo i fondi e vi mandiamo in malora il bilancio….”) fato capire che non dovevano impegnarsi più di tanto oltre il necessario (= fare vedere che se ne occupavano). Non dovevano assolutamente arrivare risultati che potessero mettere in dubbio le decisioni prese a Genova e Roma colte a favorire i profiti dei grandi elettori e delle lobby nucleari di cui nell’altro post. L’Ansaldo, si ritrovava, improvvisamente (relativamente, ovviamente) con i decisori cambiati e scambiati per pulisci scarpe o zerbini. Risultati? L’energia alternativa perdeva ricercatori e i relativi decisori scoprivano di contare quasi zero nella gerarchia aziendale locale. A suo tempo (quello di Rubbia) quei voltafaccia repentini nella dirigenza erano diventati quasi una barzelletta.
9.In Italia tale ricerca è stata scoraggiata abbassando (artificialmente e disinformando opportunatamente gli italiani) i prezzi di costruzione e gestione delle centrali nucleari.
Le energie alternative, al momento, sono economiche (purtroppo) e vantaggiose solo se il petrolio e il nucleare costano cari.
Significa che stanno barando: hanno nascosto i costi reali e hanno sparso la voce che i costi erano molto più bassi di quanto dicevano glia vversari delle costruzioni nucleari qualificandoli come comunisti o legati alla sinistra che per 2/3 degli italiani equivale a dire che sono peggio del demonio.
Gli altri punti, grosso modo concordano con quanto ricordo dell’Ansaldo….Ed è un’ottima notizia….
10.- (Questo lo aggiungo io….)Il combustibile nucleare arriva dagli stessi posti (arabi esclusi) da cui arrivano il petrolio e il gas (in prima approssimazione). Qualcuno mi può spiegare la covenienza di questo genere di scelta energetica se è dato quasi per certo che la convenienza economica finirà assieme a quella del petrolio (ca 50-100 anni) e già ora il combustibile nucleare sta salendo di prezzo (non in continuazione ma sale)?
di Ratamusa - 08 Marzo 2010 - 17:36
E’ una persona uscita da Greenpeace come molte persone che uscendo da altri movimenti hanno diametralmente cambiato idea. Esempio : Quanti sono presenti in Forza Italia che erano Comunisti e viceversa?
Non prendiamoci in giro :Esiste una lobby del nucleare perché girano tantissimi soldi. Questa lobby spara la propaganda per la dea mammona.
Il consumo di corrente è in calo in tutto il mondo, sia per i costi (che consigliano di risparmiare) che per la crisi economica. Poi la produzione elettrica Italiana non è solo per l’Italia per questo che è rimasta stabile.
Obama ha solamente proposto un finanziamento (c’è anche per le rinnovabili) per attirare le simpatie dei Repubblicani. Ma da qui al dire che faranno nuove centrali ci passa il mare!
Anzi la Francia ha appena avviato un programma per il solare!
Le future centrali nel mondo tanto reclamizzate sono solo dei progetti (”avanzati” non significa niente) salvo qualche eccezione che come l’EPR che è nei guai neri e chissa che non fermino il tutto!
Insomma tutti puntano sulle rinnovabili e siamo ancora qui ad dare ascolto ad un EX che probabilmente per campare si presta ad essere un venduto?
Ciao
di ziomaul - 08 Marzo 2010 - 22:55
Lobby, comunisti e non, Greenpeace, Repubblicani, Obama, etc. Mi spiace, ma questi argomenti non intendo trattarli, anche perché, agli effetti del tema in oggetto, non ne vedo la valenza.
Stavamo parlando di energia e notavo che si stanno contrapponendo, in un confronto che quantitivamente e in senso fisico non sta in piedi, le sorgenti rinnovabili a quella ottenibile dal nucleare: tecnicamente, non è un discorso serio.
Se nel mondo si registrano cali di consumi, essi sono legati alla crisi in atto, non certo a politiche di risparmio: meno produzione, meno energia. Se dobbiamo sperare nella crisi perché si consumi meno siamo davvero mal presi.
Non c’è scampo:i Paesi cosiddetti in via di sviluppo vogliono, giustamente, raggiungere il tenore di vita dell’Occidente e per far questo ci vuole tanta e tanta energia. Pensare all’avanzare sulla scena mondiale di Paesi come Cina, India, Brasile e lo stesso continente africano (che deve dire ancora tutta la sua) porta a cifre di consumi da capogiro.
Le fonti rinnovabili costituiscono una strada da percorrere sia per esigenze energetiche sia come grossa opportunità di lavoro, ma non si dica che sono un’alternativa risolutiva e quantitativamente paragonabile al nucleare. Temo che la vera alternativa sia, con il risparmio energetico, un cogente assestamento su tenori di vita sensibilmente inferiori a quelli attuali: in altri termini, alla tavola si presentano e si presenteranno commensali assai affamati, quindi rassegnamoci tutti a tirare un po’ la cinghia.
P.S. La Francia è da quel dì che ha avviato un programma per il solare: la centrale termica solare dei Pirenei risale a circa 40 anni fa, così come quella per lo sfruttamento delle maree di Saint Malo. Fa molto piacere notare che l’Italia, in tempi relativamente brevi, si sia sensibilmente avvicinata nel solare elettrico alla potenza installata in Germania.
di Enzo R. - 09 Marzo 2010 - 00:16
Non prendiamoci in giro, se non esistesse l’atomica avremmo lo stesso tutta l’energia elettrica.
Mentre è una bufala che le rinnovabili non possono competere, basta pensare che sotto Mussolini e anche dopo facevamo andare le acciaierie e altro solo con la forza delle dighe che è energia Rinnovabile. Per il resto è solo potere dei numeri, certo costa di più ma i vantaggi si vedono sul lungo termine dove batte tutte le altre dato che il “carburante” è gratis. Anzi da più parti solo l’eolico (e siamo all’inizio) supera la produzione delle centrali nucleari.
Più produzione più consumo elettrico? Falso! Adesso si tende al risparmio d’energia in quanto costo. In Francia adesso (e non 40anni fa) ritornano verso le rinnovabili come i campi di fotovoltaico ma anche la ricerca geotermica.
Quando noi chiudemmo le 4 centrali atomiche non siamo rimasti senza energia e abbiamo preso solo una piccolissima percentuali all’estero che poi una è una centrale di proprietà ENEL (slovena) e quella Svizzera e Francese di comproprietà con ENEL stessa. Questa energia poi la prendiamo di notte per “pagarla” di meno dato che solo costerebbe di meno che produrla in Italia sia con il nucleare che con il Gas.
Ciao
di ziomaul - 09 Marzo 2010 - 03:56
Non ho tempo né interessi per prendere in giro chicchessia.E’ vero: se non esistesse l’energia nucleare avremmo “tutta l’energia”. Occorre precisare: quanta?,da quali sorgenti? da chi? E per quanto tempo? E’ un vero peccato che non ci sia più Mussolini: certamente egli saprebbe riutilizzare le centrali idroelettriche come generatrici di energia e non come centrali di accumulo o di potenza come avviene oggi in Italia.
Le rinnovabili possono fornire energia elettrica: cosa vuol dire che possono “competere”? Con chi e a quali condizioni?
Semmai possono integrare ed è giusto studiare i modi per sfruttarle sempre di più. Oggi tutta la produzione rinnovabile in Italia incide per circa il 18% sul totale ed è auspicabile e assai probabile che aumenti: pensare che possa coprire tutto il fabbisogno nazionale è pura utopia.
Un buon generatore eolico, che tra i generatori da fonti rinnovabili è quello di maggior potenza unitaria, ha una potenza media di 1,5 MW e genera energia quando c’è vento: ciò significa che, statisticamente, in Italia ha una media delle ore di utilizzazione pari al 16% (dati ufficiali GSE). Il 10% degli impianti eolici installati nel nostro Paese ha 0% ore di utilizzazione (dati GSE).
Si provi a paragonare, in gigawattore, questi dati con quelli di una sola centrale elettrica convenzionale o nucleare.
Quanto al “Più produzione più consumo elettrico? Falso!” rinuncio a rispondere: non si può parlare di matematica con la premessa che 2+2=3 o anche meno.
di Enzo R. - 09 Marzo 2010 - 11:51
Dunque dato che Mussolini è morto siamo diventati incapaci? Ma?
Nessuna utopia : Infatti basta usare un mix di rinnovabili (compreso gli eolici italiani che secondo il GSE hanno 0 perché non sono collegati alla linea)per ottenere molta corrente (se non ti basta possiamo prendere anche il sole d’Africa), quanta serve è solo quanto facciamo, se facciamo l’8% di sforzo otteniamo l’8% di corrente se facciamo il 150% otteniamo il 150% di corrente. Non per niente ho paragonato proprio le centrali atomiche Spagnole Vs il solo Eolico!!!
Ovvio che ci vuole un mix per tantissime ragioni e che non è facile, non solo per le abitudini, anche perché la tecnologia è ora che decolla anche quella del risparmio energetico.
Produzione=Consumo? Per farti un semplice esempio :Io avrei più luce in casa e consumo meno corrente, come? Semplice con i neon e quando arriveranno i LED ancora di meno!
Ciao
di ziomaul - 10 Marzo 2010 - 01:49
NO AL NUCLEARE - NO AD ULTERIORI CHIACCHIERE
di Maurizio - 10 Marzo 2010 - 09:58
Dicono che l’Italia non possa più permettersi di dipendere energicamente da altri Pesi e da fonti come il petrolio (infatti buona parte dell’energia da noi consumata la acquistiamo all’estero). Lo stesso Berlusconi, in un’intervista a Porta a Porta, ha affermato che non c’è altra strada per evitare che noi l’energia la si paghi il doppio della Francia, e che la si compri proprio dalla Francia che la produce con sistemi nucleari. Ma l’uranio, come il petrolio, scarseggia e saremmo comunque costretti ad importarlo. Inoltre, l’Italia, non ha uranio e dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Australia … Quindi, dov’è che sta quest’indipendenza energetica? Siamo il Paese del sole e delle fonti rinnovabili, perché non investire in
infrastrutture che permettono di sfruttare le fonti che ci sono?
di Valentina - 09 Maggio 2010 - 16:21
Ho appena letto, sul sito di Beppe Grillo (aspettate a fare commenti, leggete l’articolo), l’intervista a Helen Caldicott, autrice di: “Il nucleare non è la risposta”, che spiega la pericolosità del nucleare per i nostri figli e nipoti. Certo, lei publicizza anche la sua opera, però non mi sembra che dica cose “inventate”…
Inoltre ho fatto una ricerca su Internet: la maggior parte delle persone che sostengono il nucleare non sono scienziati, mentre quelli che sono “contrari” lo sono. Sicuramente la mia ricerca non è completa e precisa, ma qualcosa di pur vero ci sarà…
di gnluca70 - 09 Giugno 2010 - 23:46