
La Svizzera dichiara guerra alle automobili inquinanti, cercando di classificare il traffico veicolare secondo quattro categorie inquadrate in base al livello di emissioni prodotto e contraddistinte da quattro diversi bollini colorati.
L’idea arriva dal Dipartimento federale per l’Ambiente, i Trasporti, l’Energia e le Comunicazioni (Datec) e partirà con una fase di studio, della durata di tre mesi, durante cui sarà compito delle autorità cantonali stabilire le aree del territorio in cui rendere effettiva l’iniziativa.

Un blitz di alcuni attivisti di Greenpeace per bloccare i lavori di perforazione della piattaforma petrolifera Stena Don, attiva al largo della Groenlandia.
Nonostante la presenza di diverse forze militari facenti capo alla Marina danese, quattro esperti climber di nazionalità statunitense, tedesca, polacca e finlandese sono riusciti a salire sulla piattaforma con l’intenzione di “piazzarvisi” per alcuni giorni.
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Tra le varie fonti naturali per la produzione di energia elettrica pulita, secondo la Yissum Research Development Company dell’Università di Gerusalemme, rientrerebbero a pieno titolo anche le patate. Il tubero, da sempre sulle tavole di tutto il mondo, si è dimostrato in grado di sostituire una tradizionale pila da 1,5 V, con un costo finale ben cinquanta volte inferiore e senza alcun problema legato allo smaltimento.

Con la fine della pausa estiva è giunta l’ora di far rientrare in vigore anche l’Ecopass, il provvedimento indetto per far accedere gli automobilisti al centro di Milano dietro il pagamento di un biglietto, nel tentativo di combattere l’inquinamento atmosferico della città e di migliorare dunque la qualità dell’ambiente.
Sin da subito non sono mancate le polemiche sulla reale utilità dell’Ecopass. Se si aggiunge il fatto che è da settembre 2009 che non vengono diffusi i dati ufficiali aggiornati dello smog, i malumori sono destinati ad aumentare ed è probabile che nell’immediato futuro l’amministrazione si riunirà per discutere a riguardo.

Pochi mesi e l’Italia conoscerà i nomi delle prime due location che ospiteranno, secondo i piani dell’attuale Governo, altrettante centrali nucleari. Lo ha annunciato Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo dell’esecutivo, con un intervento dal palco del Meeting in corso a Rimini.
Il primo step sarà quello di portare, in ottobre, il Consiglio dei Ministri a discutere il cosiddetto “decreto per la strategia nucleare“, al fine di fornire sufficienti garanzie alle aziende che decideranno di investire denaro e forze nel progetto e di coinvolgere in modo attivo le regioni nel percorso di realizzazione degli impianti.

Il Dipartimento per l’Energia USA si adopererà per installare nel prossimo periodo il maggior numero possibile di “tetti freschi o freddi“, i cosiddetti cool roof, sugli edifici pubblici.
Steven Chu, a capo del DOE (Department of Energy), ha annunciato una serie di iniziative per promuovere questa tecnologia che permette di ottenere risparmio energetico e riduzione di emissioni di gas serra.
Un tetto freddo implica l’utilizzo di superfici di colore chiaro o di rivestimenti speciali in modo da riflettere la radiazione solare migliorando l’efficienza energetica di un’abitazione e diminuendo inoltre i costi di raffreddamento.

A livello mondiale gli ecovillaggi sono una realtà consolidata e organizzata. Sono centinaia sparsi in tutto il pianeta e la stragrande maggioranza fa capo alla rete internazionale GEN (Global Ecovillage Network), distinta in tre diverse macro-aree geografiche, Europa, Oceania-Asia e America.
Secondo la definizione adottata da GEN, fondata nel 1994 e diventata nel 2000 Ong dell’Onu con speciale status consultivo all’ECOSOC
gli ecovillaggi sono comunità urbane o rurali di persone che cercano di integrare ambiente sociale solidale e stile di vita a basso impatto

Arriva dal Mare del Nord l’Aerogenerator X, l’ultimo di una serie di impianti eolici offshore studiati per sfruttare le forze del vento meglio delle pale eoliche tradizionali. L’impianto, progettato dalla società Windpower, in collaborazione con Arup, azienda di design che ha lavorato anche per l’Expo di Shangai, insieme ad un consorzio tra cui figurano British Petroleum, Shell e Rolls Royce, inizierà a far girare le sue grandi “ali” dal 2014.
Il nuovo Aerogenerator sorgerà nel Mare del Nord, area particolarmente vitale per questo genere di progetti grazie alle forti correnti ventose e ai bassi fondali, che permettono alle piattaforme flottanti, su cui posa questo genere di impianti, di essere agevolmente ancorate.

Mari inquinati al punto che le acque sono simili alla melma, tanto da aiutare la proliferazione di alghe filamentose con conseguenti rischi per la salute dei bagnanti. Questo è, in sintesi, il quadro tracciato in un dossier preparato da Goletta Verde (file PDF) che fotografa la situazione di diversi litorali italiani.
Proprio in tempo di vacanze, dove il mare è di certo una delle mete preferite dai turisti, l’allarme viene lanciato con forza, cercando di mettere in guardia dai rischi per la salute e dai pericoli che un tale livello di inquinamento delle acque può portare.

BP sembra aver finalmente posto la parola fine al più grande disastro ambientale degli ultimi anni. Il pozzo sottomarino Macondo da cui veniva estratto il petrolio è stato tappato grazie all’utilizzo di fango e cemento. Si tratta però solo dell’inizio di una procedura lunga e complessa, il pozzo andrà sorvegliato per capire se davvero la procedura ha sortito il giusto effetto.
L’operazione, che prende il nome di “Static Kill” ha consentito di chiudere definitivamente la fuoriuscita di greggio.
È stato quantificato che, nei 105 giorni che ci sono voluti per arginare il disastro della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, ben 4,9 milioni di barili di petrolio sono stati riversati in mare.